grazie

Saper dire grazie

Ci sono parole che fanno bene, a noi stessi e agli altri. Purtroppo non sempre ci sentiamo a nostro agio nel pronunciarle. Una di queste è grazie.

Un grazie esprime riconoscenza, che si tratti di ringraziare il barista che ci ha appena preparato un caffè o l’amico che ci ha offerto il suo aiuto nel momento del bisogno, nel ringraziare non esprimiamo solo la gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto, ma riconosciamo l’Altro in quanto individuo che, in un determinato frangente, ha fatto o ha rappresentato qualcosa per noi. Riconoscere, e sentirsi riconosciuti è uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano e sta alla base delle nostre relazioni.

Saper dire grazie è dunque un buon modo per migliorare la qualità dei nostri rapporti.

Ma perché a volte è così difficile dire grazie? In taluni casi all’idea di dover esprimere gratitudine, proviamo imbarazzo o addirittura vergogna. La nostra cultura è permeata da dinamiche di debito/credito, in cui tutto sembra ricondursi al famigerato do ut des. In quest’ottica è comprensibile che il riconoscere di aver ricevuto, può farci sentire manchevoli in qualcosa e a debito verso qualcuno. Ma se riusciamo a mutare quel “do perché tu dia” in un “do perché tu prenda”, ecco che l’equazione cambia. Non ci sentiremo più in obbligo di dover rendere qualcosa, di cui magari non disponiamo, bensì meritevoli di un gesto o di un’attenzione solo in virtù di ciò che siamo.

Dire grazie significa che nel riconoscere l’importanza del gesto dell’altro, anche io mi riconosco il diritto di poter accettare qualcosa da qualcuno.

Inoltre saper essere grati, in senso più ampio, ci permette, anche nei momenti più bui, di non farci fagocitare dalle difficoltà. Ci permette di cogliere e trarre nutrimento da ciò che c’è di buono e bello nelle nostre vite e di saper distinguere ciò che funziona da ciò che desideriamo migliorare.

Allenarsi alla gratitudine:

Provare gratitudine e non esprimerla è come incartare un regalo e non darlo (W.A.Ward)

La gratitudine è dunque un dono. A chi desiderate darlo, oggi?

Prendete carta e penna e cominciate a stilare una lista dei vostri grazie; i beneficiari del vostro dono possono essere persone che hanno fatto o significato qualcosa per voi, ma anche situazioni, momenti, condizioni. A volte tendiamo a dare per scontate cose che in effetti non lo sono e che meritano la nostra gratitudine.

Si può essere grati per un caffè bevuto con un amico, o per un tramonto. Per avere un paio di gambe funzionanti che ci permettono di fare una passeggiata e di andare dove vogliamo. Si può essere grati anche verso sé stessi, per i progressi che si sono fatti in determinati ambiti, per gli obiettivi raggiunti e per la determinazione con la quale cerchiamo di superare nuovi ostacoli. Si può essere grati per il semplice fatto di esserci, a prescindere da tutto e da tutti.

E per il tempo che avete dedicato a questa lettura, grazie.