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Saper chiedere scusa

Sarà capitato a tutti di pestare un piede a qualcuno o di tenere un atteggiamento che ha ferito la sensibilità di qualcun’ altro. Ma se nel primo caso, generalmente, un “Mi scusi! Non l’ho fatto apposta, si è fatto male?” non si nega a nessuno, nel secondo caso, spesso, chiedere scusa ci costa un po’ di fatica.

Riconoscere che qualcosa che abbiamo scelto di dire o fare ha prodotto un effetto negativo sull’altro ci pone in discussione e ci richiede un’assunzione di responsabilità… ci obbliga in un certo senso a fare i conti con noi stessi prima ancora che con la persona offesa.

Ma a cosa servono le scuse? Le scuse hanno lo scopo di distendere gli animi, aprire alla possibilità di comunicare, manifestano una volontà di riconciliazione e, spesso, ci aiutano a liberarci del senso di colpa.

In poche parole, le scuse creano un ponte laddove si è creato un oceano di distanza e di risentimento. Oceano le cui dimensioni aumentano man mano che le scuse tardano ad arrivare e che, purtroppo in taluni casi, portano anche a rotture che perdurano per tutta la vita.

Quando si ha difficoltà a chiedere scusa, o non si è in grado di farlo correttamente, è frequente assistere soprattutto nei legami affettivi, al classico “fenomeno valanga” in cui un conflitto che potrebbe essere facilmente gestito, si ingigantisce a tal punto da diventare una questione di principio. Ed è così che quella frase infelice espressa con leggerezza, o quel comportamento dettato dall’emozione del momento, si gonfia di significati che nulla hanno a che vedere  con l’oggetto del conflitto, ma che hanno il solo scopo di far pendere l’ago della bilancia dalla parte della ragione e del torto nell’uno e nell’altro.

Come devono essere le scuse ? In una parola, sincere.

Alcune persone ritengono che “scusa” sia una parolina magica cui ricorrere, spesso abusandone, per togliersi facilmente dall’impiccio di una situazione scomoda, ma credo che a tutti sia capitato di ricevere delle scuse che non si percepivano come sincere e questo generalmente ha effetti controproducenti. La persona offesa non si sente compresa, anzi, tendenzialmente sminuita e spesso anche “presa in giro”.

Delle fredde scuse sono una seconda offesa… La parte ferita non vuol essere compensata perché ha ricevuto un torto; vuole essere consolata perché è stata ferita.
(GK Chesterton )

Le scuse sincere muovono, come ho anticipato:

1) Dall’autentica volontà di ripristinare una relazione che si è incrinata.

2) Dalla piena comprensione del torto che è stato fatto e quindi dalla capacità di empatizzare con la persona offesa. Non importa se riteniamo che noi, nei suoi panni, forse non ci saremmo offesi. Ciò che importa è che la qualità di quella relazione è stata compromessa per via di qualcosa che abbiamo fatto o detto.

3) Da un’assunzione di responsabilità senza facili giustificazioni o rimpalli di responsabilità, il classico “Scusa, però anche tu…” per intenderci.

4) Dalla più o meno tacita promessa di un cambiamento futuro, l’impegnarsi a non ripetere lo stesso comportamento. Una frase del tipo “D’ora in poi cercherò di stare più attento a questo aspetto perché tengo alla nostra relazione/ collaborazione/ amicizia” rafforza il rapporto e inietta nuova linfa alla fiducia che è stata compromessa.

Inoltre, occorre saper accettare che la persona cui ci rivolgiamo, specie a fronte di torti importanti o se è passato molto tempo dal momento della discussione, possa aver bisogno di riflettere con calma per decidere se accogliere o meno le nostre scuse.

Una massima dice: “ I silenzi diventano pietre, le pietre diventano muri e i muri distanze incolmabili”.

Le scuse sincere possono abbattere i muri, colmare gli oceani e fertilizzare il terreno su qui costruire relazioni appaganti e durature.