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Lettera a un bambino che sbuffa

Sta per cominciare un nuovo anno scolastico, controlliamo che i compiti delle vacanze siano stati tutti fatti, si ripassano i verbi, le tabelline e gli argomenti principali. Tu sbuffi e mi fai la solita domanda: ma a cosa serve tutta sta roba? Perché devo studiarla? Ti ho sempre detto che studiare ti aiuterà a essere un libero cittadino del mondo, che il poter andare a scuola più che un dovere è un tuo diritto. Ti ho raccontato che l’ignoranza è una brutta cosa perché ti rende manipolabile. Questo significa che qualcuno potrebbe cercare di fregarti o peggio, potresti addirittura fregarti da solo con le tue stesse mani. Belle parole ma poca sostanza. Allora voglio cercare di spiegartelo meglio.

L’italiano è importante perché quante più parole conosci, tanto più grande è il tuo mondo. Le parole sono come i Lego. Se scegli quelli giusti per forma e colore, e se ne hai abbastanza a disposizione, puoi creare delle belle costruzioni, grandi e solide. Non come quelle sgangherate che si fanno con i mattoncini recuperati dal fondo del cassetto dei giochi, e che non si capisce nemmeno cosa vogliano rappresentare.

E’ in questo modo che nascono quei libri che a volte ti annoi un po’ a leggere, ma che sono degli scrigni pieni di tesori preziosissimi.

La letteratura infatti, è una lente di ingrandimento sul mondo delle emozioni che animano le persone. E tu dirai, che me ne frega delle emozioni delle persone? Vedi, le emozioni spesso determinano i comportamenti. Una persona che ha paura o che è arrabbiata può fare delle cose anche brutte, o evitare di farne di bellissime. La letteratura ti aiuta a riconoscerle le emozioni e quindi a capirle, a capirti e a capire un pochino anche chi ti sta attorno. Inoltre ti insegna che si può immaginare e raccontare anche quello che non c’è. Questo è importantissimo, perché

vivere senza immaginazione è un po’ come stare in cantina: di spazio per muoversi ce ne è poco, l’aria è stantia, l’illuminazione è scarsa e sei circondato da roba vecchia.

Ma se ti trovi nello spazio aperto dell’immaginazione, puoi correre, saltare e fare cose impossibili. E’ così che si sviluppa il progresso.

L’immaginazione e le emozioni devi sapere che possono essere convertite in arte. Non sottovalutare l’importanza dell’educazione artistica. Non si tratta “solo” di fare un disegno su quei blocchi di carta ruvida o liscia che ti fanno portare il primo giorno di scuola. Disegnare può essere divertente (e già questo non è poco) ma c’è dell’altro.

L’idea che hai in testa, o l’emozione che hai nel cuore, deve passare per la mano per materializzarsi sul foglio.

Come sai, non è per niente facile. Dovrai provarci e riprovarci, per ottenere quello che desideri. Noterai che tentativo dopo tentativo la testa, il cuore e la mano si allineeranno sempre di più. Farai esperienza della frustrazione, ma anche della soddisfazione.

Passiamo alla storia. Anche con quella, a volte, ti ho visto sbadigliare. Pensi che studiare storia non serva a nulla perché tanto parla di cose successe tanto tempo fa. E’ vero, ma considera che molte di quelle cose, che trovi elencate sotto schemini, date e risicatissime didascalie, sono cose davvero pazzesche e sono successe a persone esattamente come noi. A bambini come te, che magari non avevano i videogiochi ma amavano giocare coi loro amici, e la sera non desideravano altro che farsi rimboccare le coperte dalla mamma. La loro storia, ha portato alla nostra storia, quella che viviamo oggi.

Conoscere la storia fa sì che tu possa guardarti indietro per capire come ci sei arrivato qui, ora. E questo vale anche per il tuo diritto di andare a scuola.

Pensa che noi siamo gli ultimi anelli di una catena lunghissima che proseguirà anche dopo di noi. La nostra vita di oggi, sarà la storia che studieranno a scuola i bambini del futuro. Abbiamo una bella responsabilità!

Ma non puoi conoscere bene la storia senza la geografia. La storia dell’umanità è strettamente legata al territorio. La geografia ti permette di capire, ad esempio, come ha fatto il re di Sparta Leonida, con un pugno di uomini, a rallentare l’avanzata dell’impero persiano o come mai, anche adesso, ci sono persone che si muovono da un paese all’ altro in cerca di una vita migliore. Grazie a un mappamondo puoi vedere come è fatta la superficie del pianeta in cui vivono otto miliardi di persone e puoi immaginare come passa le giornate un tuo coetaneo che vive in Alaska o uno che vive vicino al deserto del Sahara. Magari puoi decidere che un domani li visiterai questi posti. Non è male la geografia, se ci pensi.

Anche le lingue sono importanti. Nella storia dell’umanità non siamo mai stati così vicini. Muoversi ed entrare in contatto con persone di altre nazioni è immensamente più facile ora, rispetto a pochi anni fa. Ma se non conosci le lingue come puoi condividere quello che sai e che sei con vive, ad esempio, in Alaska, in Africa o in qualunque altro posto tu voglia visitare o conoscere.

Arriviamo alla matematica, punto dolente. Alla tua età mi dicevano che la matematica serve a fare di conto e, nello specifico, serve a dividere equamente una torta e a non farti fregare quando vai a fare la spesa. Sono entrambe applicazioni importantissime, e lo capirai meglio quando entrerai nel mondo del lavoro. Quello che non mi avevano detto era che per farla, la torta, serve la matematica. Il risultato per essere giusto necessita di un giusto processo.  L’errore nel processo può far sì che dal forno esca una pessima torta, e questo sarebbe davvero un peccato. La matematica quindi ti allena a pensare, a usare la logica, a ricercare dati e a risolvere problemi, a trovare soluzioni efficaci.

La matematica ti può aiutare a capire che impatto ha una fenomeno sulla realtà, al di là di illazioni e congetture. Quindi ti permette di dire no, quando qualcuno vuole convincerti di qualcosa che non può dimostrare.

Ora capisci perché dico che andare a scuola e studiare tutte queste cose, ti permetterà di essere un libero cittadino del mondo? Libero di muoverti, di scegliere, di valutare le situazioni senza farti trascinare dalle correnti o risucchiare dai vortici. Libero di lasciare il porto e prendere il largo con una buona mappa e spirito d’avventura.

Buona scuola.