Nin

La proiezione, il riflesso di una immagine negata

La proiezione è un meccanismo di difesa che ci porta a proiettare sull’altro parti di noi, aspetti che non ci piacciono, comportamenti, desideri o attitudini che reputiamo con l’immagine che ci siamo costruiti e che vogliamo trasmettere. Dal momento in cui neghiamo l’esistenza delle nostre parti in ombra, tendiamo a riconoscerle e a criticarle nel prossimo, in nome di una nostra presunta superiorità.

Per fare un esempio, avevo una vicina di casa che si descriveva come una persona discreta e riservata, ma che passava le sue giornate a guardare quello che facevano gli altri, sapeva tutto di tutti…orari, frequentazioni, abitudini e nonostante questo si lamentava di quanto i suoi vicini fossero impiccioni, tanto da arrivare ad oscurare i vetri di casa per timore che potessero spiarla.

Ricordo anche il caso di una persona sempre molto sobria nel vestire, che per anni ha criticato aspramente chiunque avesse un look più alternativo, arrivando addirittura ad infarcire le critiche sullo stile con pesanti offese personali. Dopo un percorso di crescita, questo granitico difensore della sobrietà, è riuscito a riconoscere il suo bisogno, mai appagato in gioventù, di poter esprimere gli aspetti più vivaci della sua personalità anche attraverso l’abbigliamento. Ha smesso di negarsi a se stesso e in questo modo è diventato più tollerante verso chi fa altrettanto.

Quando il comportamento di qualcuno ci suscita un’emozione particolarmente intensa, magari sproporzionata rispetto all’effettiva gravità della situazione, probabilmente ciò che stiamo vivendo è un fenomeno proiettivo.

L’altro diventa lo specchio che riflette la nostra immagine negata, e dato che non ci piace quello che vediamo vogliamo prendervi le distanze, metterci al sicuro, rompere lo specchio a colpi di critiche e giudizi per riconfermarci la nostra immagine ideale.

Allo stesso modo vedere negli altri qualità positive ci indica che, anche se non ne siamo consapevoli, quelle stesse qualità sono presenti anche dentro di noi.

Riconoscere ciò che c’è di nostro, nell’altro, è un passo talvolta difficile ma fondamentale per raggiungere un buon livello di consapevolezza, autenticità e per liberare, noi stessi e il prossimo, dalle strette maglie del giudizio.