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Il counseling

“Il counseling è una prestazione professionale che utilizza una procedura di intervento relazionale specifico per il sostegno e l’orientamento pratico finalizzato ad una autonomia decisionale nei diversi contesti e fasi di vita. Agisce attraverso la consapevolezza delle risorse personali e dell’ambiente per affrontare problemi e cambiamenti esistenziali.” E. Giusti (2006)

L’intervento di  counseling è un percorso di crescita volto allo sviluppo, in consapevolezza, di una più ampia dimensione dell’essere. Consapevolezza che si raggiunge attraverso l’accettazione del proprio universo emotivo e il riconoscimento delle modalità con cui si entra in relazione con l’ambiente. Questo percorso pone al centro il cliente che ha, insite nel proprio essere, le capacità e le risorse per gestire  cambiamenti, attuare scelte efficaci e far fronte alle criticità che la vita ci pone.

Il counselor professionista opera nell’ambito della relazione d’aiuto e mai nel trattamento delle psicopatologie. L’intervento del counselor non è dunque orientato alla soluzione del problema attraverso strategie di persuasione o consigli ma, avendo fiducia nelle potenzialità del cliente, cerca di porre le condizioni affinché  egli possa, liberamente e in autonomia, trovare le soluzioni più adatte al suo problema. Il focus dell’intervento risiede nella relazione stessa, al cui centro vi è sempre la persona.

Il cliente che si trova in un momento di difficoltà trova, nel counselor professionista, accoglienza, accettazione incondizionata, assenza di giudizio, empatia e competenza. Lo spazio relazionale in cui si sviluppa l’esperienza diviene quindi  il luogo sicuro, il momento,  in cui il cliente può darsi il permesso di esprimersi liberamente, accettarsi, valutare alternative  e crescere.

Il counselor ha piena fiducia nel cliente, nelle sue capacità auto-trasformative e nell’umana propensione all’ auodeterminazione, alla crescita e al cambiamento.

“Compito del counselor è dunque quello di assistere il cliente nella ricerca del suo vero sé, per poi aiutarlo a trovare il coraggio di essere quel sé” (Rollo May, 1989).